I Videogiochi

I giochi elettronici vanno scelti e usati bene

Su un sito, molto interessante "la città invisibile" (http://www.citta-invisibile.it/index.html), che si occupa di dare informazioni utili sull’uso corretto di Internet e del computer, leggo alcune cose che mi hanno fatto riflettere e che riporto per aprire il discorso sulle modalità corrette nell'utilizzo dei videogiochi.

“Parlare dei videogiochi in generale, è un po' come fare un discorso generale sui libri o sui film.
Nessuno si chiede se i libri e film siano dannosi o educativi in assoluto. Ciascuno sa che ne esistono di educativi, di pericolosi, di adatti e di non adatti a bambini, a ragazzi, ad adulti, e infine libri e film sconsigliati a chi ha determinate condizioni psichiche: depressione, facile suggestionabilità, problemi psichici. Non è proprio la stessa cosa……. Libri e film raramente danno, ad esempio, dipendenza.
Occorre tuttavia rendersi conto che il mondo dei videogiochi è ampio e variegato, ed è difficile parlarne in generale. Ogni videogioco ha le sue caratteristiche, e dovrebbe essere valutato singolarmente prima di essere dato in mano ad una persona molto giovane.”

Come è chiaro da queste affermazioni, il punto non è il videogioco, che per certi aspetti può essere stimolante e divertente, ma il suo uso scorretto che porta alla dipendenza e l’incapacità dei ragazzi di scegliere programmi non violenti, ma adatti a loro. Quando si accende il computer per abitudine, per noia, perché così fan tutti è il momento di fermarsi e riflettere…Qualcosa non va! E sta a noi adulti limitare e fornire tipi di attività interessanti, dopo una corretta valutazione.
Le nuove possibilità tecnologiche hanno permesso di costruire divertenti forme di gioco che risultano utili:
1) per abituare i ragazzi a lavorare per obiettivi;
2) per impegnarsi sulla realizzazione di certi compiti richiesti;
3) per prendere iniziative;
4) Per programmare piani d’azione;
5) per aumentare fantasia e migliorare aspetti di personalità.

E non mi sembra poco per giovani che si apprestano a conoscere e a servirsi delle informazioni esterne per maturare un pensiero, per costruirsi delle idee su di sé e sul mondo. Tuttavia questi passatempi trasmessi in forma elettronica hanno il rischio di diventare nocivi quando non sono supervisionati, perché possono sviluppare strane manie se usati in modo incondizionato.

Una delle conseguenze più negative dell’abuso del videogioco è la sedentarietà e l’isolamento. Infatti, stare troppo da soli davanti al videogioco vuol dire chiudersi in automatico in pratiche ipnotiche e il tempo eccessivo impiegato in tali avvincenti avventure spesso sottrae spazio alle attività di sport, ai compiti di scuola - che vengono svolti velocemente - e alle relazioni sociali, che vengono così trascurate o considerate non importanti.

Inoltre, la fissazione alle immagini e ai giochi virtuali, provocano un abbassamento delle capacità razionali, cosa che crea una confusione tra reale e immaginario.

Talvolta i giovani si vedono tra amici per giocare al videogioco insieme. E’ sicuramente una situazione migliore di chi nel pomeriggio si ritrova solo davanti al suo PC, ma comunque tale attività viene spesso privilegiata a giochi di gruppo, alla corsa al parco o ai giri in bici e questo non è un bel risultato.
Finisce anche che si litiga di più tra fratelli e compagni sull’uso del videogioco o che si pretende di avere quel programma più d’avanguardia, creando una vera e propria mania. E come tutto, ogni esperienza che invece di essere scelta tra tante, diventa l’unica cosa esclusiva che si ha in mente, a lungo termine smette di essere stimolante. Anzi nel gioco elettronico solitamente il punto principale che spinge il ragazzo è l’idea della sfida, del dimostrare il proprio valore e la propria capacità. Ma non sempre è corretta la percezione che ne deriva, o c’è una sopravalutazione o una tendenza a sentirsi inferiori alle abilità altrui.

In sintesi un videogioco per ragazzi:
- va scelto da un adulto in modo ponderato e svincolato da mode del momento;
- va limitato il suo uso ad un’ora massimo al giorno;
- va svolto possibilmente in compagnia;
- va vissuto come una delle tante attività possibili;
- non va considerato come una pratica quotidiana senza cui si sta male;
- deve essere visto un mezzo per divertirsi; non uno strumento di sfida. 
 

Altre pagine