La ricerca di sè

Il bisogno di apparire
Spesso nel mio lavoro ho incontrato gruppi i ragazzi adolescenti (vedi se sei interessato in un altro sito mio,  www.comestarbene.it, i programmi di alcuni progetti svolti nelle scuole) e insieme abbiamo discusso di alcuni loro disagi. Affrontando il tema delle paure e della diversità nelle relazioni interpersonali sono emerse tante preoccupazioni nei ragazzi inerenti la propria autostima. La maggior parte, anche quelli che sembrano sicuri di sé e assumono atteggiamenti di arroganza e aggressività, in realtà sono insicuri e alla ricerca di una identità. Dietro tanti timori c'è il forte desiderio di piacere, di essere "ben visti da tutti" e di conseguenza, l'ossessione costante di ricevere un giudizio negativo.
Hanno troppa paura di non valere, di essere esclusi dal gruppo e di non essere accettati. Si sentono minacciati nella loro incolumità personale e se ne difendono con ostilità e diffidenza verso l’altro.
I ragazzi che esprimono un malessere spesso tentano di minimizzare e dissimulare le proprie insufficienze personali.

Lotta tra essere e voler essere
In generale, hanno notevoli difficoltà ad analizzare criticamente se stessi. E’ probabile che nei comportamenti ordinari tendano a mascherare gli aspetti negativi, tramite l’adesione incondizionata e passiva a formalismi e convenzioni sociali. E come reazione alle situazioni di particolare stress possono presentare un tono dell’umore basso. Ciò è provocato da sentimenti di sfiducia e pessimismo da un lato, sensazioni di disinteresse e riduzione dell’iniziativa dall’altro.
Possono prevalere azioni piuttosto che riflessioni, per evadere da ambienti ritenuti soffocanti, oppure atteggiamenti di chiusura e di evitamento di relazioni sociali.
Nel gruppo talvolta sono aggressivi, provocando meccanismi isolamento ed ostilità nei loro confronti. Sembrano non esaminare realisticamente le loro possibilità e solitamente agiscono in base ad una insufficiente valutazione delle proprie capacità. Anche se è presente una buona abilità di controllo, è probabile che i problemi siano più rilevanti di quanto non appaia ad un primo sguardo.
E’ importante per aiutare i ragazzi a superare queste problematiche, la relazione con gli adulti significativi: stare insieme, comunicare per sentire quello che hanno da dire, stabilire un contatto profondo….Se si vuole solo risolvergli le perplessità e non si stimolano a una più attenta riflessione di quento gli capita, con tutti gli interrogativi che ne derivano, si rischia di illuderli!!!!

Chiaramente questo rientra in un quadro già noto della criticità tipica del periodo adolescenziale. L’aspetto catatteristico su cui può essere utile agire per non ricadere nella retorica di informazioni risapute è soffermarsi sulla capacità di ragionamento che  i giovani  possiedono. Credo che condurli ad una comprensione più dettagliata di quello che quotidianamente si trovano ad affrontare e sottolineare le risorse di ognuno è già un primo passo verso la risoluzione dei loro problemi.
 

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