Due anni

L'affermazione di sè attraverso il negativismo

La parola preferita per un bimbo nel corso del secondo anno è No. C'è un'oppositività forte che impera ed è così costante che i genitori devono assolutamente gestirla se non vogliono stare tutto il giorno a sentire lagne o a creare una continua conflittualità.
Nei gesti più semplici come il vestirsi, lavarsi, mettersi a tavola o uscire, il piccolo ha da ridire e vuole definire come e quando muoversi. Prima di ogni indicazione vuole fare altro. Se decide una cosa, non sente ragione e arriva fino ad urlare per ottenerla. 
Il suo atteggiamento egocentrico e la sua logica ancora primitiva lo porta a desiderare di avere, afferrare e toccare tutto quello che vede. E se non viene accontentato urla o fa scenate. Pian piano allora bisogna evitare di cascare nella trappola dei ricatti e provare a instradarlo verso la collaborazione.
Offrendogli due alternative potrà scegliere e alla fine ci ascolterà. Se dobbiamo uscire e si deve mettere sciarpa e capello, oltre alla giacca, gli si può dire: "che preferisci mettere prima il capello o prima il giubottino?" Si sentirà chiamato in causa, protagonista delle sue azioni e farà velocemente quello che gli chiediamo. Bisogna poi non avere fretta e aspettare i suoi tempi, anche se ci sembra che ci mettiamo tanto,  riflettendoci sarà ancora più lungo muoversi se nostro figlio ci ostacola.
Se un bimbo poi ci vede tranquilli non ci sfida perchè sa che non c'è una lotta e non ha senso combattere per predominare, ma è già tenuto in considerazione e i suoi genitori sono lì che provano ad ascoltarlo.

Capricci e bisogni
Quando i bambini iniziano a fare sempre più richieste e a lamentarsi quando ricevono  delle indicazioni contrarie o non vengono accontentati, spesso emergono quesi fastidiosi capricci che sono legati alla voglia di decidere e di fare subito quello che viene in mente.
Il bambino pensa di poter decidere e se ha un desiderio lo vuole realizzare immediatamente. Il pianto arriva per la mancata soddisfazione. Con una coccola o una distrazione, quel momento di disperazione passa e se i genitori riescono a non arrabbiarsi dimostrano al piccolo che per certe cose non c'è niente da fare e l'unica cosa è interessarsi ad altro, possibile e disponibile.
Passato l'impeto del momento, il piccolo e il papà o la mamma ne possono riparlare: servirà per recuperare un'atmosfera di tranquillità,  malgrado l'evento accaduto.

I bimbi ricordano e se dopo un avvenimento spiacevole ritornano sereni e vedono che gli adulti sono riusciti a trovare una soluzione, apprendono che non servono nè rabbia, nè urla, ma parlare per cercare di trovare qualcosa che vada bene per loro e che sia concesso dagli adulti.

La voglia di fare da soli e di essere più autonomi
A due anni il bambino si muove nel mondo che lo circonda tranquillamente e questa opportunità lo fa sentire indipendente nelle cose da fare. Spesso mi sono sentita dire: "da solo!" con forza e affermazione. Ma se questi tentativi di autonomia non sono guidati un pò, nostro figlio, potrebbe andare incontro a tante frustrazioni. Occorre la giusta misura nel lasciar fare e nell'aiutare laddove non riesce. A volte basa solo attendere un pò.
Gli si dice qualcosa ma  lui vuole far solo. Allora gli si dà fiducia e appena accetta l'aiuto noi siamo lì pronti ad intervenire senza rimproverare, ma con il piacere di dare una mano. Esordire con tono burbero: "lo avevo detto che non sapevi fare" fa star male e sminuisce i buoni propositi del nostro tesorino, che vuole giustamente fare e che va lodato anche per questo.
A questa età inoltre ha inizio il controllo degli sfinteri; si può averne presto il controllo ma il bambino sensibile potrebbe provare un senso di vergogna, pur avendo il desiderio di essere più autonomo. Infatti, si potrebbe sentire in colpa se non viene trattato in modo adeguato, ovvero se viene eccessivamente rimproverato nel caso in cui non riesca a restare asciutto e a dire che deve andare in bagno oppure se sottoposto a continue pressioni perchè faccia a meno del pannolino.

I litigi e le competizioni
Tra i dodici mesi e i due anni i bambini socializzano sempre di più, ma ancora il gioco non si svolge in comune. I piccoli anche se usano le stesse cose, lavorano per conto proprio, si osservano, ma tendono a stare per conto loro  e pure ad essere un pò prepotenti e a volere tutto per sè. Anche qui tornano frasi  dure e chiare tipo: "No! mio.." Coccolare sempre e comunque il bambino e ostacolare ogni sua forma di ribellione, con un contenimento, un abbraccio o con strategie che lo distraggano, senza usare le punizioni aiuta fin da adesso il bambino a sentirsi accettato amato e questo schema interno poi si trasformerà in materiale utile per avere fiducia in sè.  Se nostro figlio butta via le ansie con il nostro sostegno e con l'accettazione dei suoi errori e istinti negativi, si realzionerà con gli altri in maniera più semplice crescerà sereno. Allora impegniamoci a non reagire male, ma ad avere tanta tanta pazienza.

La ricchezza della calma
E dove si compra la pazienza? La si trova nella voglia di fare il meglio per i nostri picoli amori e di non pensare solo a come vestirli, pulirli o farli star bene fisicamente, ma nel controllare i notri sentimenti di rabbia quando sembra che non ci ascoltano e nel ragalargli la nostra disponibilità. Santi non possiamo essere, ma se ci mettiamo una buona intenzione, a volte non riusciremo, ma la volta dopo faremo meglio.

C'è un libro SOS Tate (acquistabile su www.lafeltrinelli.it), che è tratto dal film che è molto visto ultimamente in televisione (www.sos-tata.it), dove spesso tra le varie indicazioni date per affrontare qualsiasi conflitto c'è la pazienza e la riflessione.

Allora, mettiamoci insieme e pensiamo. Che fare se nostro figlio di due anni non vuole mai  togliersi i vstiti per mettersi il pigiama, o non vuole mettersi le scarpe perchè gli piacciono l eciabatte, oppure vuole decidere sempre cosa indossare o ancora quando è l'ora di cena trova scuse per non venire? E se pur non dando peso alla cosa piange e ignora la nostra buona volontà, come lo convinciamo.

Sono situazioni che vi sono note? Trovate delle valide soluzioni e vediamo insieme quella che può ottenere risultati migliori. Cliccate  qui e mandateci la vostra storia.

In base a quello che vi è capitato e che ha avuto effetti positivi, possiamo individuare insieme nuove strategie per aumentare la pazienza.

 

 

 

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