Incontri sulla genitorialità

Conferenza sul rapporto tra genitori e figli

Qualche mese fa ho partecipato ad una conferenza di Maria Rita Parsi sulle dinamiche tra genitori e figli. Nell’ incontro sono emersi diversi concetti importanti. E soprattutto mi ha colpito l’attenzione della professionista, mia collega, da lei posta sull’idea che i figli vanno visti come persone e in quanto tali vanno rispettati nei loro bisogni.

 Il benessere personale e dei figli dipende non da fattori esterni, ma da abilità spirituali..ovvero la bravura nel collegarsi con i passaggi della vita per riuscire ad affrontarli con successo e soddisfazione.
E’ importante onorare i figli che sono persone, uniche, dono della natura, con enormi risorse. I bimbi si aspettano da noi di ricevere, radici, su cui appoggiarsi e le ali per esprimere le loro competenze, per volare alto.

 
Se diamo basi solide quando costruiamo una famiglia, se sappiamo gestire le nostre relazioni, i contatti con le generazioni passate, allora è più facile avere quella flessibilità e apertura di vedute, che occorre nell’educazione.. I nodi irrisolti con i genitori procurano insicurezza e questo si ritrasmette inevitabilmente.

Nel rapporto mamma- bambino fin dall’inizio ci sono diversi canali di comunicazione: quello uditivo, tattile e quindi una accoglienza calda e serena favorisce una accettazione piena di nostro figlio e di quello che ci stiamo impegnando per dargli.
La conoscenza di sé, della coppia, della famiglia di provenienza, ci permette di onorare chi abbiamo di fronte e abbiamo desiderato di accudire e crescere. L’alleanza nel farlo è fondamentale, la voce del papà, il contatto e la presenza contano molto. Le coccole, gli abbracci fanno sentire la piccolo meno la solitudine e gli odori sono le strade che loro percorrono. Sentono la presenza, seguono la scia e rassicurandosi pian piano assorbono imitano, si fortificano incamerando il modello buono di riferimento, così che riescono anche a giocare da soli, sapendo di poter contare su genitori presenti.
Poi arrivano i perché a cui va data risposta, le domande, le curiosità fanno crescere. Le domande dei bambini, sono importanti, e per dargli risposta bisogna capirne le motivazioni, spesso nascoste dai comportamenti strani o aggressivi. Maria Rita Parsi cita anche il lavoro di Paola Santagostino, che nel suo libro “Le domande dei Bambini”, ed. Red affronta i quesiti che vengono richiesti il più delle volte e cerca in modo chiaro e semplice di indicare possibili risposte in base alle diverse età. E’ essenziale rendersi conto che chiedere dipende dalla voglia di apprendere, crescere e che i perché si riferiscono alla necessità di esplorare il mondo e dargli un senso. Rimandare a dopo, essere vaghi o non dare valore a quanto chiesto lascia il bambino in preda a dubbi e confusioni: Dietro ci sono bisogni anche solo di contatto con l’adulto ed è giusto trasmettergli messaggi di accettazione, protezione. Più cresceranno poi, più avranno la consapevolezza che non a tutto c’è risposta, ma questa dimensione va fatta accettare gradualmente, senza troppi scossoni.

 


 

Il nostro costante impegno come genitori, è bene sottolinearlo ancora, “dice la Dottoressa Parsi”, sta nell’essere efficaci in questa dimensione di vicinanza alle cose, perché loro sono una spugna, imitano, seguono, sentono fortemente l’esigenza di appoggiarsi e affidarsi.
I bambini e poi i ragazzi che crescono vanno osservati ed esaminati nei loro comportamenti perché questi passaggi ci aiutano a capire cosa hanno dentro. Come avviene per le fasi scientifiche degli esperimenti psicologici e degli studi volti a dare risposte su cosa avviene nel profondo dei giovani va rispettata la seguente procedura.
1) I figli vanno dapprima osservati;
2) vanno raccolti dati e materiali;
3) va fatta una organizzazione cronologica dei dati e vanno formulate delle ipotesi. Che cosa si può fare?
4) va creato un progetto.
5) A partire da tale programmazione si raccolgono informazioni di feedback, di ritorno, ovvero si capisce se il lavoro impostato ha avuto esito o si deve riformulare qualche altra ipotesti di lavoro
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Chi può darci qualche dato in più sui nostri ragazzi, quando non usciamo dai circoli viziosi, dell’incomprensione e della rottura? gli scambi con altre famiglie, il dialogo con educatori, insegnanti, operatori del sociale, psicologi, chiunque abbai ala possibilità di studiare ed esaminare varie facce dell’intenzioni e degli atti di chi ci sta a cuore.
Ecco che DIALOGO E ALLEANZA ( tra ragazzi, tra genitori, tra genitori ed esperti) diventano de strumenti essenziali, che a volte sembrano utopici, ma che devono stare lì come meta da raggiungere. Parlare ci dà strumenti per capire la realtà e quindi per intervenire…
Mentre ci apprestiamo a conoscere i bambini e il loro mondo, lavoriamo però su di noi, sui problemi che si creano tra i due genitori, tra i nonni perché loro non sopportano le nostre ansie le incamerano. Quando c’è tensione tra gli adulti significativi, ecco che le paure si sommano e arriva un vero e proprio marasma. Se tutto ci spaventa chi ci sta accanto è terrorizzato, se mettiamo fretta, si sentono bloccati e quando un bambino piccolo è pieno scoppia, urla, si sfoga, fa capricci, si difende da quel soffocamento a cui lo sottoponiamo.
Interroghiamoci su cosa ci limita sulle nostre dipendenze e lavoriamoci in modo da mostrare a chi ci sta accanto che si può sbagliare, ma anche affrontare le nostre debolezze. Come si fa a svuotarli allora questi piccoli, emotivamente pieni? Standoci insieme, dedicandogli tempo, essendo presenti e abbracciandoli, contenendo le emozioni di cui si appropriano.
Forniamogli poi agganci, non parliamo male dei genitori, o dei nonni, per loro è una sofferenza immensa, mostriamogli le debolezze, ma forniamogli immagini buone di chi per loro è un riferimento stabile.  Questo e ancora altro lo troviamo sul " Manuale anti ansia per genitori. Chiave di lettura per educare a crescere i figli senza ansie e paure", di Maria Rita Parsi, che nella conferenza ha trasmesso tanta tanta positività!!!!!

 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__manuale-anti-ansia-per-genitori-n-e.php

 

 

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