La famiglia e la scuola

Collaborazione tra insegnanti e genitori

Compito degli adulti è aiutare i ragazzi ad usare la loro testa per riuscire a guardare con occhi più aperti le opportunità della vita. Conoscere, imparare, essere curiosi conduce a quell’apertura mentale necessaria per affrontare meglio l'esperienza di tutti i giorni.

L’apprendimento è un viaggio che va vissuto bene perché condurrà a scelte importanti. Evitare di attaccare docenti o genitori se le cose non funzionano, serve per capire dove è il problema e come poter aiutare i ragazzi. I figli vanno male non perché gli insegnanti non li capiscono o perché i genitori non li seguono. Si tratta di affermazioni forti e pregiudizi troppo sintetici Superiamo la logica “ho ragione io = tu hai torto” ed entriamo in comunicazione con l’altro in modo che le visioni di diversi educatori possano essere punti di vista utili per far emergere le abilità dei ragazzi. In contesti diversi (casa- scuola) i comportamenti possono essere non uguali, ma da ogni parte ci possono essere informazioni per capire le posizioni della persona e le motivazioni della chiusura o resistenza allo studio.

Due letture specifiche ho trovato interessanti:

Scuola istruzioni per l’uso, risolvere e affrontare con serenità i piccoli problemi di ogni giorno di Manuela Rosci, Ed. Giunti Demetra (http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scuola-istruzioni-per-l-uso.php).

Fate i compiti di Lucia Rizzi, Ed.Bur.

(http://www.webster.it/libri-fate_compiti_tata_piu_famosa-9788817026697.htm).

Due testi semplici, chiari e pieni di contenuti che puntano soprattutto sull’idea che i ragazzi vanno indirizzati senza forzature e prediche, perché si può imparare senza viverlo come un “obbligo”, ma un piacere che può aumentare con la conoscenza. Partendo da quei punti di forza che gli alunni hanno e con un po’ di iniziativa si può suggerire agli studenti che tutto può essere elemento di studio. I concetti di storia, geografia e matematica, non devono essere astratti, ma vanno ritrovati nel quotidiano. La moderna tecnologia è il frutto di scoperte, il mondo che giriamo, quello che ci piace osservare quando viaggiamo ci mostra molte cose affascinanti e ovunque si ritrovano i termini di numeri, insieme, teorie di geometria. Con un pizzico di fantasia e creatività i compiti diventano stimolanti.
Mi è capitato di vedere a teatro con i miei bimbi di 6 e 4 anni uno spettacolo "Cappuccetto Rosso dà i numeri"che ricalcava proprio questa immagine: anche in una favola conosciuta e risaputa si possono trovare spunti per insegnare ai più piccoli concetti legati alla quantità. E così le somme, le uguaglianze e le forme geometriche si spiegano con il cestino della nonna, la forma della casa, la distanza per arrivare dal bosco alla casa della bimba. E con pochi esempi i conti son fatti!

Poi leggendo il libro Diario di scuola di Pennac, mi sono venute diverse riflessioni.

  1. Innanzitutto sulla disperazione di mamme che se i figli non mostrano interesse per la scuola, non fanno che presentargli un futuro da inetti, senza speranze. Questo diventare “niente” si trasforma in una minaccia costante, ogni volta che un voto e’ basso, che il ragazzo non vuole studiare o quando i maestri segnalano problemi. E non si incoraggiamo mai…. Ma se ci pensiamo bene laddove una fiamma si è spenta bisogna pur riaccenderla prima o poi. Ogni momento è buono per far accendere un nuovo amore. Allora Pennac ricorda come grazie ad alcuni professori che non mettevano in luce la sua ignoranza, ha sentito la voglia di provare, di apprendere e quindi poi trasmettere il bello di ciò che aveva acquisito.
     
  2. Collaborare tra insegnanti e genitori significa quindi, a mio avviso,  essere disposti a confrontarsi a lavorare per un comune obiettivo: fare in modo che i ragazzi si stimino di più e quindi si sentano più in grado di imparare per costruire meglio il loro futuro e la loro libertà. La tata Rizzi dice, con la conoscenza si ha sicuramente la libertà di scegliere meglio le strade che la vita ci offre!
     
  3. E allora noi genitori dobbiamo allearci con i docenti per guidare i figli affinché imparino ad organizzarsi nello studio e adoperino al meglio le loro capacità, utili per apprendere. Dobbiamo cercare di essere attenti alle esigenze dei giovani, soprattutto quando qualcosa non va e per far questo serve il confronto con altri adulti importanti nella vita degli alunni.

     

 

 

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