Nuovi equilibri

Con più figli vanno cercati nuovi assestamenti
La nascita del secondogenito rappresenta un evento importantissimo nella vita familiare, in quanto determina nuove dinamiche. Le mamme spesso si sentono più sicure; sanno già che l'aspettano notti insonni, le coliche, i pianti. Tutto diventa fattibile con un pò d'organizzazione e alla fine la fatica è compensata dal fatto che i piccoli, soprattutto se sono vicini d'età crescono insieme. Nel caso invece che siano passati diversi anni e che il primo figlio sia grandino, magari riuscirà a darci una mano.

A voi cosa è capitato?

Il papà ci può aiutare molto
In ogni caso, nei giorni in cui il maggiore deve necessariamente stare lontano dalla madre, il padre riveste un ruolo fondamentale. Standogli molto vicino, può dimostrargli che anche se la mamma è impegnata, lui può approfittarne per fare molte cose divertenti con il papà.
È importante così fargli scoprire i vantaggi dell’essere grande, evitando comunque di responsabilizzarlo troppo e assicurandogli che c'è vicino a lui una figura su cui contare.

Bisogna cercare di controllare e gestire tante emozioni
Anche i genitori devono imparare a muoversi nella nuova situazione e non è semplice mantenere sempre la calma e la tranquillità, quella necessaria per contenere le emozioni emergenti. Però è veramente importante riuscire a far accettare il cambiamento soprattutto al bimbo grande.

Stare tutti insieme è una gioia, in certi casi non è quello che il piccolo desidera, allora bisogna parlarci e non arrabbiarsi per eventuali capricci che lo portano a comportarsi male.

 Può essere utile una frase del tipo “so che qualcosa non ti piace, andiamo a calmarci un po’?”  Terminato  il pianto o il malessere è il momento di chiedere al bambino cos’è che lo ha turbato e a quel punto “Adesso dici alla mamma perché  ce l'hai con me e con il fratellino?”:

Poi bisogna fargli capire che esistono altri modi per esprimere la rabbia “Quando urli e piangi tanto forte, la mamma fa più fatica a capire cosa dici, la prossima volta proviamo a non urlare?”. Ma pure rassicurarlo del nostro amore anche di fronte a manifestazioni così sconvolgenti “Adesso vieni qui che la mamma ti dà un bel bacione e ti coccola, perchè tu sei il mio dolce tesoro…”.

Tutto questo conduce ad uan elaborazione dei vissuti interiori e abitu nostro figlio a tirae fuori quello che ha dentro, senza accumulare pensieri o sensazioni negative.

Ogni figlio va valorizzato nella sua singolarità
Quando i bimbi saranno cresciuti e giocheranno inizierranno i litigi e i confronti. L'occhio del genitore attento deve cercare di non favorire la loro competizione, nè fare roppi riferimenti di confronto. Ognuno va visto per come è, speciale e diverso, nella sua unicità.
Viene spontaneo fare differenze, lodare l'uno e sottolineare qualcosa che non va nell'altro. Ma questo sistema alimenta tensioni. Invece di puntare l'accento sulle cose che non vanno, differenziando tra buono e cattivo, può essere più utile usare le risorse e i lati buoni dell'uno per stimolare l'altro a far meglio.
Ad esempio, il nostro primogenito è sempre stato molto pauroso, il piccolo al contrario meno timoroso. Grazie a questo il grande imitando l'altro ha vinto le sue iniziali resistenze e ha affronato meglio molti blocchi.

 

 
 

 

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