Il bisogno di sapere

Quello che succede ai figli non dipende solo dai genitori

Quando si evidenzia un problema nei nostri figli, non sempre lo riconosciamo subito e spesso quando lo capiamo o ce lo fanno notare, andiamo alla ricerca in modo affannoso delle cause e sembra quasi di non riuscire a trovare la via d'uscita.

Ma come mai mio figlio è così chiuso se noi siamo così aperti, disponibili all'incontro?

Il nostro cucciolo è aggessivo, ma noi siamo calmissimi...

Come è possibile che il bimbo mi menta se io gli ho sempre fatto notare che è importante dirsi tutto!

 Anche se in certi casi, le ansie, le difficoltà del genitore si riflettono sul figlio, non sempre c'è una correlazione diretta e chiara. Non per forza bisogna sentirsi in colpa (che tra l'altro blocca e non consente di trovare nuove soluzioni) o dichiarare che la nostra insicurezza è alla base di tutto.

Oramai quasi tutti siamo a  conoscenza di questi temi, che vengono diffusi in vari ambienti educativi e che fanno parte dei discorsi di gruppo tra mamme, amiche , esperte in genere.

Tutte la varie opinioni contano e hanno la loro importanza, perchè le convinzioni che ci appartegoo sono la chiave di letture con cui interpretiamo le siuazioni e influenzano poi le nostre scelte. Ma non lasciamoci guidare da precontetti o da definizioni rigide.

Per evitare di generalizzare e banalizzare bisogna tener conto che ci sono di mezzo persone diverse, che i bimbi hanno una loro indole, che il carattere influisce sul modo di reagire e che le esperienze di vita nei primi anni hanno possono favorire un certo modo di fare e di essere. Esiste insomma un intreccio di fattori che andrebbero tutti esaminati.

Non sempre inoltre al perchè c'è una risposta risolutoria e anche vista la questione a ritroso non si riesce a trovare la soluzione che vorremmo. Ed è qui il punto. Se il problema è che mio figlio va male a scuola e a me interessa che vada bene, allora   mi impegno per aiutarlo, cerco di capire perchè ma alla fine sono impotente di fronte alla non volontà dell'interessato che decide di non voler studiare. Al termine delle mie indagini scopro che sono impotente, che ho rintracciato il limite del ragazzo. Certo posso influire sulla sua motivazione, ma non pretendere che vada bene, con punizioni o divieti.

Ce la mettiamo tutta a far capire quali sono i valori a cui tenere, ma comunque non dipendono solo dai genitori le scelte che ne conseguiranno nei ragazzi.

 

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