Mio figlio è ansioso

LE SCUOLE ELEMENTARI : COME AFFRONTARE ANSIE E DUBBI DEI BAMBINI

L’ansia è la manifestazione evidente di un disagio e in un bimbo ha sfaccettature diverse; a volte si sviluppa nell’incertezza delle cose future che creano tensione. Le novità possono spaventare. Ma poi crescendo il piccolo impara ad accogliere l’imprevisto, soprattutto se è affiancato da adulti che riescono a trasmettergli tranquillità.
Un genitore super programmato, che fa una tragedia per qualcosa che lo coglie di sorpresa, sparge il panico. Infatti, quello che i piccoli sentono e vivono lo incamerano e su questa base si costruiscono un’immagine di sé. Se chiaramente capiscono che certe situazioni sono pericolose e che mamma e papà sono turbati, a loro volta si sentono indifesi e attaccati. Rassicurali è importante e allora è necessario affrontare le proprie paure per evitare di contagiare i figli. Che così si sentiranno liberi di esplorare quello che hanno di fronte, senza i nostri pregiudizi...

 

 

 L’ingresso alle scuole elementari è carico di emozioni e cambiamenti: iniziano le prime responsabilità. Ci sono tante nuove regole da rispettare, occorre stare in silenzio ad ascoltare, bisogna attendere il momento di relax e prima impegnarsi a fare, insomma un vero carico che necessita energie. Tanti dati vengono forniti e devono essere appresi, assimilati e poi ripetuti. Un lavoro lungo e laborioso che richiede pazienza: non si deve pretendere che i bimbi sappiano, ma stimolarli a capire, aiutarli nelle difficoltà. Altrimenti tutto sembrerà ostico e brutto.
Quando il genitore o l’insegnante mostrano intolleranza scatta l’umiliazione e quindi il blocco. Alcuni sono sensibili alle critiche dei compagni ed è quindi opportuno evitare confronti e paragoni. Ognuno ha i suoi tempi, il suo modo di apprendere e va valutato ed apprezzato per la sua esclusività.
Se i genitori sono spaventati da come il bimbo andrà a scuola da come le insegnanti lo inquadreranno, dalle indicazioni che riceveranno e se le puntualizzazioni non sono vissute come aiuti a migliorare inizia una lotta tra scuola famiglia che si ripercuote sul clima generale di tutti.

Ansia può essere 1) scolastica, 2) di prestazione in genere.
L’ansia per la scuola può essere legata alla maestra, ai compiti da fare in classe, a quelli da fare in casa, al rapporto che si instaura con i genitori e la scuola.
Le preoccupazione per le cose da fare, invece sono legate al pensiero di non saper fare.
L’atteggiamento di questi bimbi spesso si caratterizza come timidezza, chiusura, pianti, lamentele nel non voler fare..
Il compito dell’adulto, complesso e non sempre automatico, è quello di insegnare che i compiti o le attività da svolgere nel quotidiano non sono doveri imposti, ma dei mezzi per imparare per divertirsi a conoscere il mondo della scrittura, della lettura, per esplorare il mondo e soprattutto per sviluppare la sua autonomia e creatività. Pian piano va fatto comprendere: se faccio, imparo, vedo il frutto delle mie capacità e mi si sviluppa la soddisfazione e quindi riesco a stimarmi.

 

 Va incoraggiato lo studio:
-Fammi vedere che belle cose hai fatto in classe!
- Andiamo a sfogliare il libro….
Non commentiamo negativamente gli esercizi svolti. Anche gli errori, vanno segnalati, ma non sottolineati in modo da farli risultare come segni di incapacità. Il messaggio che va trasmesso è che si può fare meglio.
- Riprova, dai sei capace e puoi fare bene la prossima volta.
- Anche mamma e papà da piccoli facevano all’inizio degli sbagli nello scrivere.
Non fissiamoci sul fatto che il quaderno è disordinato e brutto. Anche se oggettivamente è pasticciato, va aiutato a migliorare e ci riuscirà gradualmente. Più scrive, più impara: facciamogli preparare il menu di una sera, la lista della spesa, una lettera per una amica, un cruciverba. Tutti esercizi che sono messi sotto forma di gioco, che aiutano ad apprendere e ad allenarare la mente.

E qualche volta può essere divertente e utile scambiarsi i ruoli. I figli ci danno un esercizio da fare, lo svolgiamo e poi loro ce lo correggono. Provate, che sorprese!!!!

Senza mai arrabbiarsi ribadire tante volte il famoso detto sbagliando si impara. Con un sorriso accogliere i dubbi e le paure e infondere sicurezza: tranquillo ti accetto come sei, ti voglio bene e sto qui per aiutarti.
Non lasciate che si occupi solo la mamma della dimensione scuola: entrambe i genitori devono supportare, informarsi, interessarsi in modo anche da alternarsi e confrontarsi nel modo di affrontare eventuali difficoltà. Se un adulto è troppo coinvolto e gestisce male al situazione, l’altro lo può sostituire.
Ma i risultati nell’ambito scolastico si scorgono meglio se nel frattempo anche in altri contesti ci cerca di mostrarsi accoglienti e comprensivi.
- Non drammatizziamo se si sporca, al parco è giusto che giochi e si senta libero. E’ vero che deve aver rispetto dei suoi vestiti, ma fornendogli abiti comodi e semplici, non è grave che siano da lavare perché pieni di terra..
- E’ giusto abituarlo all’ordine, a rimettere a posto, ma non facciamoci prendere dalla mania di una camera museo, l’importante è che non sia tutto in giro.
- Responsabilizziamolo nel fare da sé: nel vestirsi, nel lavarsi, nel mangiare. Può fare e va segnalato che sa fare. Si può guidarlo a fare meglio, senza mortificarlo. “ Bravo, ora facciamo meglio, i dentini vanno lavati anche dietro, cerchiamo di mettere dritta la maglietta..” Mostriamo tante volte se serve come fare, ma con il sorriso, senza arrabbiarsi…(non è sempre facile, ma anche noi dobbiamo impegnarci senza dimenticare che a noi se qualcuno ci rimprovera ci fa star male!!!!)
- Favoriamo la sua fantasia e inventiamoci storie per stimolarlo a fare cose noiose.
- Incoraggiamo l’iniziativa e la scelta; “che ti piacerebbe stasera per cena?”, “vai a prendere nel cassetto un maglione, sceglilo tu per domani”, “vuoi mettere la maglia gialla o blu?”, “ai nonni cosa possiamo regalare per fargli una sorpresa?”.
- Sfruttiamo ogni occasione per coinvolgerli e farli sentire importanti.
- Mostriamogli che crescendo hanno competenze in più: dove è possibile facciamogli comprare un giornalino, un pezzo di pizza da soli.

Abituiamoli insomma a riconoscere che hanno tante qualità e non concentriamoci solo su quello che non va.. Si respirerà tutta un'altra aria......

 

 

E  magari lo stesso approccio usiamolo per noi, così sarà più semplice trasmetterlo!
 

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