Rapporto tra mamme e nonne

I nuovi equilibri in famiglia con la nascita di un figlio

Mentre raccontavo ad una signora di questo sito, subito mi ha chiesto se avevo scritto qualcosa sulle difficoltà che si possono creare tra le neomamme e le suocere.
Eccomi qui allora a riflettere sulle dinamiche familiari che si creano quando un neonato arriva e per gestirlo è necessario un supporto delle nonne.
Si veda per altre considerazioni sui rapporti di coppia e le famiglie d’origine il testo Zattoni M. Teresa “ A pranzo da mamma” San Paolo (cerca su www.ibs.it).
Chiaramente esistono diverse situazioni e ognuno vive le proprie esperienze in modo differente.
E’ impossibile fare riferimenti generici quindi cercherò di soffermarmi sulla richiesta specifica ed eventualmente chi è interessato può intervenire con ulteriori domande.
Vuoi saperne di più riguardo una particolare dinamica del tuo sistema familiare? Clicca e scrivici.

Cosa accade se una mamma ha bisogno dell’aiuto di una suocera
Le circostanze descritte dalla mamma che ho incontrato riguardano genericamente il fatto che la suocera nel gestire il nipote durante l’assenza della madre (che per lavorare è costretta a chiedere l’intervento della donna), non si attiene al suo ruolo, ma spesso sconfina e pretende di impostare le sue idee come se fosse al mamma.
Vari sono i sentimenti in campo che possono essere segnalati come cause dello scontro.

Possibili sentimenti della mamma

DISPIACERE per non potersi occupare totalmente del figlio, a causa del lavoro.

GELOSIA per il tempo che la nonna passa con il bimbo.

GRATITUDINE verso la donna, per l’aiuto.

SENSO DI COLPA per non riuscire a fare tutto da sola.

STANCHEZZA per dover gestire lavoro e casa.

NOSTALGIA per il legame esclusivo dei primi tempi con il piccolo.

BISOGNO DI AFFETTO e di sentirsi amata e vista bene dal figlio.


Possibili sentimenti della nonna

GIOIA per la fiducia a lei accordata.

SENSO DI RESPONSABILITA’ per la gestione del nipote.

RIVALORIZZAZIONE DI SE’ per il ruolo affidatogli e per nuova organizzazione della giornata.

GRATIFICAZIONE per le manifestazioni d’affetto del bimbo.

COMPETIZIONE CON LE MAMME per l’impostazione di regole e abitudini.

FRUSTRAZIONE se gli viene mossa qualche considerazione negativa su quello che fa nell’occuparsi del nipote.

Che altro vi verrebbe in mente o avete provato? Scrivete un elenco ed esaminate i vari punti.

Dall’esame delle emozioni alle riflessioni personali
In base a quello che la mamma e la nonna provano ecco che emergono delle considerazioni che vanno fatte, quasi come bilancio del proprio modo di relazionarsi l’una con l’altra.
I figli portano all’esasperazione i conflitti latenti o espliciti tra generazioni.
Se la mamma vuole una cosa per il proprio figlio e la mamma non lo fa?
Di solito i genitori chiedono ai nonni di adeguarsi al proprio stile familiare per paura che la loro diversità sia negativa per l’educazione dei figli.
Questo è giusto, ma non bisogna esagerare perché a volte le differenze aiutano a trovare le strade migliori per trasmettere sane abitudini.
Però la nonna non si deve dimenticare che le sue attenzioni sono importanti, tuttavia è meglio che non si coinvolga troppo per evitare l’eccessiva apprensione e per non far passare in secondo piano il suo sentimento di nonna. Solo se è capace di distaccarsi, può con al sua tenerezza e compagnia regalare momenti indimenticabili di vicinanza e fornire coccole a volontà, appoggiandosi poi alle indicazioni dei genitori nel fornire limiti e nell’accettazione o il rimprovero di comportamenti quotidiani dei bambini.


Cosa aiuta a stemperare le tensioni ed eventuali malintesi?
Una comunicazione chiara e la fiducia reciproca.
Nel caso che la cosa sia impossibile, meglio farsi aiutare da un’altra signora per gestire il bimbo e mantenere sani legami con la famiglia d’origine, sfruttando l’opportunità di stare spesso insieme e di confrontarsi, evidenziando le diversità che caratterizzano quello che significa essere genitori e quello che invece rappresenta essere nonni.
In tal modo, è possibile per mamma e papà trarre vantaggio dalle risorse che i nonni hanno quando si ritrovano a giocare o parlare con i loro figli, senza preoccuparsi che ci possano essere interferenze.
Se noi genitori non deleghiamo troppo, i nonni si sentono felici di stare insieme ai nipotini e non vedono l’ora di portarli a spasso. Ma se chiediamo il loro impegno continuamente e poi pretendiamo che non dicano mai nulla, creiamo una ambiguità che dà origine a scontri. Non è sbagliato che ci diano qualche consiglio, siamo poi noi che decidiamo se usarli.
In sostanza, se i nonni partecipano alla crescita ma non si intromettono troppo possono offrire sostegno e rappresentare un buon punto di riferimento. E noi genitori dobbiamo essere felici di questo, perché se siamo chiaro dall’inizio le cose possono funzionare bene.
 

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