Allattamento e alimentazione

Il passaggio da latte ai cibi solidi

Nei primi mesi di vita il latte è l'alimento principale. Quando il bimbo ha 5 o 6 mesi su consiglio del pediatra si può iniziare lo svezzamento. E' un momento importante perchè simboleggia un primo distacco dalla mamma, cosa che coincide comunque con una graduale autonomia del piccolo, che può staccarsi dal legame esclusivo con la mamma e eslorare altre realtà.

Spesso questo cambiamento non è semplice e se il bimbo non mangia tanto può emergere anche una vera e propria crisi. Bisogna fare tutto gradualmente e seguire un pò le linee de buon senso. E' vero che è di solito indicata la frutta e  il semolino, ma non tutti i bimbi gradiscono. E poi la quantità necessaria varia. Fissarsi su una tipologia precisa di pasto non serve a niente perchè si commette un grande errore se ci si lascia guidare dal criterio che "se non mangia abbastanza non crescerà mai". Si rimane con l'ansia e sembra sempre che non sia abbastanza. E poi tanti bimbi hanno solo bisogno di abituarsi ad una nuova consistenza. Pian piano mangiando tutti insieme viene la curiosità per i cibi e si possono dare piccoli assaggi e integrare tutti gli alimenti. All'inizio poco sale o niente fino al compimento di un anno; per l'uovo e prodotti più saporiti è meglio aspettare, ma pane pizza, prosciutto, carne e pesce, verdure vanno bene e più sono semplici più è facile proporle. Se si evita di cucinare solo per il piccolo, ma si fa un pasto uguale per la famiglia è meno faticoso e la mamma riece a non sentire che ha fatto una fatica inutile nel caso in cui ci sia un rifiuto.

Il rifiuto di mangiare
Molte sono le situazioni di preoccupazioni se i figli non magiano: è sempre meglio evitare di forzare o dare troppa importanza, perchè così il bimbo assume un atteggiamento di sfida e può non collaborare. La famme arriverà e se non ci sono gravi problemi fisici diventerà curioso e mangerà imitando gli altri.

"Mio figlio non mi mangia" scritto dal pediatra Carlos González (si può comprare on line sul sito www.macrolibrarsi.it ) è un libro interessante in cui sono indicate delle regole utili per quelle madri che vivono il momento dell'allattamento e dello svezzamento con ansia e sensi di colpa. La madre si prepara a dare da mangiare a suo figlio con mille stratagemmi, ma lui si rifiuta e serra la  bocca o lascia che gli mettano qualsiasi cosa, però non la manda giu, ad un tratto la sputa. Questa situazione come da copione  illustra in senso ironico la tesi centrale di questo libro: l'inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi.
Non serve assolutamente obbligarlo, perchè sarebbe comtroproducente e innescerebbe un circolo vizioso, percui più si insiste più si struttura il rifiuto. 
Mangia poco? Lui si sa autoregolare e, se non gli va, meglio aspettare che la fame arrivi. Se non vuole neppure assaggiare può star male, non accettare il cibo se abituato al latte, avere dolore ai dentini  o semplicemente voler decidere di non mangiare. Non facciamone una questione personale e con il tempo le cose miglioreranno.

Bimbi che un periodo sembrano restii a stare a tavola, altre volte sono interessati e pure soddisfatti.

E' successo anche a me e mio marito. Daniele il nostro primogenito per nove mesi ha voluto solo il latte della mamma, poi si è svezzato con la pasta fusilli; non voleva sentir parlare di pappette. Poi ci sono stati periodi o gorni di digiuno a causa della nascita dei dentini o anche settimane di ritiuto di un certo cibo, ma tutto poi si risolveva da sè. Capisco che è dura non essere ansiosi, io mi arrabbiavo di più, ma mio marito stemperava tutto e lasciava passare il tempo. Così il bambino percepiva che non c'era problema e ci chiedeva lui le cose da mangiare. A te cosa è capitato? Condividi la tua esperienza e facci sapere, cliccando qui, quali soluzioni hai trovato.

La flessibilità su cibi e quantità va unita alla fantasia
Non fissiamoci pure sugli alimenti. Pane e pasta, mai negarle, vanno bene. E' vero che serve la carne, ma con piccole strategie si ha facilmente un piatto unico. Pasta e legumi, con polpettine, con sugo di pesce, con l'uovo e il pranzo è fatto. Con qualche astuzia la tavola diventa allegra, bandierine, pomodorini e mozzarelline, polpettine piccole facili da mettere in bocca, pezzettini di formaggio con olive, bastoncini di carote e l'allegria arriva.
E poi si può pensare di prepare qualcosa insieme ai bimbi. Già a sette otto mesi si possono coinvolgere e poi saranno più curiosi di assaggiare quello che hanno preparato. Ad esempio delle pizzettine, o una pasta particolare oppure dei bisottini a forma di stella, di animaletti. Esistono quelle a forma di macchinette o di personaggi Disney o di letterine; ad alcuni bambini piace tanto ritrovare nel piatto quelle forme.  Se si prova a farli scegliere prima di preparare e poi gli si propone di aiutarci, spesso si hanno buoni risulati. Si trovano dei grembiuli da cucina per piccoli, con scritto il loro nome che sono deliziosi e che li rende contenti e che li protegge dai troppi pasticci che ci possono verificare. Ecco il nostro Daniele come è felice con il suo grembiulino!

 

 

E' chiaro che non è più veloce cucinare così e che ci sarà anche qualche disastro, ma accetandolo non solo non ci si arrabbia, ma si passa qualche ora in allegria e si fanno impasti belli da vedere e da gustare!

Per qualcuno può anche non funzionare, ma si può sempre riprovare, evitando di impazzire alla ricerca di qualcosa di gradito che crea ancora più scompiglio. Meglio poche cose e non una scelta vastissima che poi dà il pretesto per fare lagne.

Alcune regole servono
E' bene dare da subito regole precise al bimbo. Si mangia a tavola, con il bavaglino, sul seggiolone e niente giochi! Io e molte mie amiche ci siamo trovati bene con il seggiolone della FoppaPedretti (www.foppapedretti.it), che pur essendo un pò costoso è ben fatto e comodo da usare e spostare. Molti accessori per la pappa comodi, pratici, allegri e non molto costosi si trovano all'Ikea (www.Ikea.it). Si può mangiare e raccontare storie sul cibo, su come lo si è preparato, facendo notare i colori, ma evitiamo di distrarli per mandare giù. E' meglio la consapevolezza e la capacità di gustare i sapori, altrimenti diventa tutto noioso e fonte di litigi. Se c'è un clima di serenità quando si mangia, si potrà tranquillamente organizzarsi per andare a mangiare fuori e per i primi mesi portarsi un termos per la minestrina, il passato di verdura o altri cibi preparati da casa (per chi è interessato può trovarli descritti su www.infanziabimbo.it nella categoria specifica allattamento/termos).

 

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