L'attesa inaspettata

Una gravidanza non prevista

Molte coppie pur non avendolo programmato si trovano la sorpresa di aspettare un figlio e questa notizia all’inizio può scombussolare e turbare non poco. In particolare se ancora i due protagonisti non vivono insieme e devono in base a questo evento decidere di programmare una loro vita insieme.
Se è vero che si vengono a presentare diverse difficoltà, non necessariamente c’è da disperare. Si può gradualmente adattarsi ai cambiamenti e iniziare un nuovo percorso seguendo altri obiettivi, fino ad ora non previsti. Entrando bene nella realtà che si presenta, i futuri genitori possono dare il massimo di sé e ridisegnare il loro quotidiano.

Dalla sorpresa e lo scombussolamento alla gioia
Un figlio in arrivo aiuta a ridisegnare le nostre priorità e quello che di primo impatto sembra impossibile poi pian piano si concretizza e ci dà l’opportunità di vivere più pienamente la nostra esistenza. Un bambino è "il frutto dell’amore che rimane per sempre", ho sentito riferire da una donna a cui è capitato di rimanere in cinta senza pianificazione e se si è felici gradualmente si trova il modo di organizzarsi.

Siccome le situazioni in cui si può aspettare un figlio in modo inaspettato sono molte, non mi possibile includere in questo contesto le varie realtà e allora ne parleremo in generale, ma se qualcuno che legge vuole riferirci il suo vissuto, siamo ben contenti di inserire altri paragrafi.

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Se l'equilibrio è stravolto
Nel caso in cui l’arrivo inaspettato riguarda il fatto che i membri della nuova famiglia sono sposati da poco o hanno già altri figli e il nuovo arrivo sembra stravolgere l’equilibrio appena formato, allora non è poi così complicato gestire bene la vicenda. Passato l’impatto emotivo iniziale, poi tutto si fa e la bella notizia aiuterà a ridimensionare i confini delle cose, in modo da riuscire a svolgere senza grossi traumi i nuovi impegni. E' necessario riorganizzare la condizione familiare e forse lavorativa, tuttavia non è proprio drammatico, anzi magari è l'opportunità da cogliere per crescere come persona, mettendo in campo valori trascurati o poco sfruttati. Le nostre qualità morali sono fondamentali per affrontare la vita e in questo caso si tratta pur sempre di una buona notizia, dove amore eaiuto reciproco della coppia e solidarietà da parte di amici e parenti, possono trionfare e renderci meno preoccupati per quello che succederà.

Ci saranno sacrifici e rinunce?
Un po’ si, ma gradualmente sembrerà naturale escludere alcune cose e rendere prioritarie altre necessità. Con i bimbi piccoli per un po’ non c’è molto tempo per tanti interessi personali, ma è talmente limitato nel tempo questo periodo intenso che si può anche fare. Che sono uno o due anni rispetto una vita intera? Poi i figli diventano più autonomi, ci può aiutare l’asilo e anche le figure significative ci possono sostituire in modo che qualche spazio si ritrova e si può staccare riprendendo in mano altre attività. Basta insomma pensare “che non durerà per sempre” l’intenso tour de force, legato ai bisogni dei neonati, ma che pian piano può includere in questo accudimento anche altro che ci riguarda da vicino.

Cosa si deve fare
Verranno dubbi su come comportarsi da genitori. E se si è molto giovani probabilmente si è colti all'improvviso da domande nuove.  Un bel manuale con indicazioni sia generiche che specifiche si come comportarsi con i figli per vederli crescere bene può chiarire un pò le idee, oppure ci si può appoggiare alla famiglia di origine o ad amici con esperienza. L'importante è rendersi conto che per risolvere le varie complicazioni che si presenteranno bisogna innanzitutto migliorare il sistema familiare, la posizione di adulto che la nuova realtà impone. E' chiaro che un ragazzo e una ragazza, poco più che adolescente, che diventa genitore, si trova grande di colpo e non è semplice. Una marcia in più la consapevolezza che farsi aiutare è buono e vantaggioso. Un sostegno alla genitorialità si può avere ma bisogna attivarsi per cercarlo ed ottenerlo, mettendo la parte l'orgoglio di sapere già tutto o di dover dimostrare che ce la possiamo fare. Attenzione a non vivere questa esperienza come una sfida, in realtà si può sempre fare bene, ma con l'umiltà di farsi dare una mano.

Una guida può aiutare
Non bisogna mirare a essere perfetti, ma avere l'umiltà di dover impare tanto, di impegnarsi per una buona stima di sè (senza colpevolizzarsi troppo per quello che è successo) e di lasciarsi guidare da chi ne sa di più. Imperfetti e felici di Andrè C. , ed. Corbaccio (consulta www.ibs.it), descrive con chiarezza i vari passi utili per imparare a riconoscere la propria natura e per raggiungere una buona  stima di sé, fondamentale nella vita sociale e per la crescita individuale. Coltivare e difendere una buona immagine aiuta ad affrontare il giudizio degli altri ad amarsi di più  e quindi a proporsi meglio nei confronti degli altri. Tutti criteri importanti quando si è davanti alla necessità di diventare buoni genitori, ribaditi anche da  Marcello Bernardi nel suo testo Gli imperfetti Genitori, Bur che sottolina la necessità di impegnarsi a fare il meglio di sè, senza mirare alla perfezione (su www.ibs.it si può cercare).

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